Buongiorno,
con la presente vorrei proporre la mia candidatura per il prossimo Consiglio di Istituto (CdI). La precedente esperienza mi ha permesso di comprendere a fondo molti aspetti dell’istituto, che talvolta sono difficili da comprendere all’interno delle canoniche giornate di lavoro. Ritengo che l’esperienza nel CdI sia stata particolarmente formativa, e sono convinto quindi di avere un maggior bagaglio di esperienze che posso portare con rafforzato entusiasmo all’interno del nuovo CdI.
Nel mio precedente mandato ho sempre cercato di ascoltare le richieste dei dipendenti, di riportarle in Consiglio, e di informare i diretti interessati sulle decisioni prese dal Direttore. Credo che questo aspetto debba essere ulteriormente rinforzato, e mi prodighero’ affinche I colleghi possano avere qualcuno sempre disponibile a raccogliere le loro richieste.
Considerando che ci sara’ anche un nuovo Direttore, credo che la mia rielezione possa garantire una continuita’ con le basi fondanti dell’istituto, garantendo che quello che e’ stato fatto in questi anni possa avere un proseguo, fornendo al nuovo Direttore tutte le conoscenze necessarie ad affrontare questa nuova esperienza, con l’adeguato supporto di qualcuno che possa introdurlo alle caratteristiche peculiari dell’ente.
Questo non significa che cambiamenti e innovazioni non debbano essere introdotte. Anzi, sara’ mio compito proporre i cambiamenti necessari a rafforzare il benessere dei colleghi, sia con proposte personali che riportando quelle del personale.
Sara’ mia cura portare all’attenzione del CdI e del Direttore le nuove e vecchie problematiche come, a mero esempio, la gestione degli spazi dell’istituto e il coordinamento di attivita’ utili per tutti i dipendenti. Rendere piu’ fluide e meglio organizzate certe procedure, spesso generanti troppo carico solo su alcuni dipendenti, sara’ un aspetto da tenere conto fin da subito.
Credo che la mia pregressa esperienza col CdI, cosi come l’essere molto schietto e diretto nell’interazione con gli altri, possano essere un valore aggiunto per un membro del futuro CdI.
Riccardo Cucini
Sono stato assunto al CNR nel 2022 attraverso il concorso “Giovani Ricercatori” eleggendo lo IOM come sede per il mio impiego di ricercatore. I punti di forza del nostro istituto, ovvero la comprensione e lo sviluppo di metodi per i materiali funzionali e i biosistemi, interpretano bene i miei interessi di ricerca e oggi sono felice di fare parte dello IOM nella sua sede di via Bonomea (SISSA), assieme a tutti i miei colleghi che si occupano di teoria e simulazioni.
L’approdo al CNR è avvenuto dopo un percorso di ricerca che mi aveva avvicinato a Trieste già nel 2013 (come post-doc all’ICTP, nella sezione “Condensed Matter and Statistical Physics”), poi dal 2016 al 2018 come assegnista di ricerca alla SISSA (nella sezione di Materia Condensata). Sono poi stato ricercatore (con una posizione a tempo indeterminato) all’Istituto Ruđer Bošković (IRB) di Zagabria per oltre 4 anni. In questo periodo ho ricoperto alcuni incarichi di responsabilità scientifica, nella gestione di progetti nazionali ed internazionali, nella supervisione di studenti e nella partecipazione ai Consigli di Divisione.
Nel mio attuale lavoro di ricerca impiego simulazioni atomistiche allo scopo di investigare i dettagli delle loro caratteristiche microscopiche (struttura, dinamica) e stabilire connessione tra struttura e proprietà. Il mio background si posiziona tra chimica e fisica e, grazie al lavoro di dottorato, si è anche arricchito di competenze sperimentali (spettroscopia molecolare).
Il mio obiettivo è di contribuire in maniera positiva alle decisioni che riguardano il nostro istituto, portando la mia esperienza di ricerca scientifica anche in supporto del lavoro del nuovo direttore.
Candidandomi, voglio rappresentare la voce dei miei colleghi ricercatori, non limitatamente alla mia sede di appartenenza. La mia intenzione è quella di offrire un punto di ascolto per le richieste e le questioni che ci riguardano da vicino: mi farò carico di interpretarle e, ove necessario, portarle al Consiglio d’Istituto per un’adeguata discussione.
Trieste, 10/10/2024
Luca Grisanti
La situazione pandemica ha semplificato notevolmente la possibilità di organizzare riunioni telematiche, consentendo di sentire la presenza dei colleghi di tutte le sedi. Questo ha modificato il ruolo del Consiglio di Istituto e ha reso il coinvolgimento delle sedi secondarie ancora più rilevante. Se, come più volte sottolineato, l’Istituto Officina dei Materiali deve essere considerato un corpo unico, la presenza - anche formale - dei rappresentanti delle sedi secondarie è irrinunciabile.
Oltre al supporto istituzionale nella gestione dell’Istituto, una sede secondaria può promuovere attività di diffusione scientifica dello IOM sul territorio. A livello locale, riscontriamo una marcata disparità tra il nostro Ente e altri presenti (INFN, INAF) in termini di visibilità, ottenuta attraverso l’organizzazione di eventi culturali aperti al pubblico. Sebbene lo IOM venga invitato a partecipare ogni volta che possibile, sarebbe auspicabile un impegno nell'organizzazione di eventi significativi su iniziativa propria.
Inoltre, è fondamentale garantire in tutto l’Istituto il decoro dei luoghi di lavoro (postazioni, arredi, materiali), nonché la possibilità di accogliere studenti universitari e formare nuovi ricercatori, offrendo loro prospettive all’interno dell’Ente.
Queste sono alcune delle istanze su cui desidero continuare ad impegnarmi, convinta di poter fare la differenza se eletta rappresentante dei ricercatori e tecnologi all’interno del Consiglio di Istituto.
Alessandra Satta
Con grande motivazione, presento la mia candidatura come membro del consiglio d’istituto. Nel corso della mia carriera, ho avuto l’opportunità di contribuire attivamente alla gestione delle facility del nostro istituto, con particolare riferimento a quelle di NanoFabbricazione e Microscopia Elettronica a Scansione, garantendo l’efficienza e il continuo aggiornamento delle strutture. Negli ultimi due anni ho assunto la responsabilità di coordinare la creazione della nuova facility di Cryo-EM, un progetto di grande rilevanza per l’istituto, che ho seguito con passione e impegno.
Sono attualmente al mio secondo mandato come RSU, un’esperienza che mi ha permesso di conoscere a fondo le dinamiche organizzative e di rappresentanza. Parallelamente, svolgo da due mandati il ruolo di RLS, contribuendo attivamente alla promozione della sicurezza sul lavoro.
Sarei lieto di mettere a disposizione la mia esperienza e le mie competenze per contribuire ulteriormente allo sviluppo tecnologico e operativo del nostro istituto.
Simone Dal Zilio
Care colleghe e cari colleghi,
vi scrivo queste righe per comunicarvi la mia decisione a candidarmi al Consiglio di Istituto. Riguardo alla mia carriera, dopo la Laurea presso l'Università di Perugia, ho conseguito il Dottorato di Ricerca presso l’Università di Trieste, dedicando la mia attività scientifica presso la linea di luce ALOISA. Dal 2001 al 2019, ho ricoperto il ruolo di ricercatore presso ALOISA, per poi rientrare a Perugia per motivi familiari.
Nel 2010 ho fatto parte del primo Consiglio di Istituto, dove ho contribuito ad affrontare le sfide legate alla nascita del nostro Istituto Officina dei Materiali (IOM). Con il vostro sostegno, mi piacerebbe tornare a rappresentarvi nel CdI per collaborare con il nuovo direttore e mettere a disposizione la mia esperienza, con l’obiettivo di affrontare e risolvere le problematiche presenti e future.
Ho a cuore l'idea di rendere lo IOM sempre più attrattivo per nuovi progetti e giovani ricercatori, creando un ambiente stimolante dove lavorare bene e fare ricerca di qualità. Le sfide imminenti includono non solo l'upgrade di Elettra, con l'adeguamento delle linee di luce CNR e i progetti in corso (PNRR e altri), ma anche l'ampia gamma di attività e iniziative di ricerca che ci attendono.
Vi ringrazio per la vostra attenzione e vi saluto cordialmente
Perugia, 15/10/2024
Alberto Verdini
Con questa lettera propongo la mia candidatura al prossimo Consiglio di Istituto (CdI). In concomitanza con il traguardo dei miei dieci anni di attività all’interno dello IOM, prima come assegnista di ricerca e poi come ricercatore, ho deciso di prendere parte a questo organo collegiale, e così contribuire alla vita dell’istituto.
Con questa candidatura intendo essere un punto di ascolto dei problemi e delle richieste dei colleghi, dando la mia disponibilità a farmi da portavoce delle questioni da porre in Consiglio di Istituto, così come di riportare le decisioni prese in consiglio. Visto che nei prossimi anni l’istituto attraverserà una fase di cambiamento importante che coinvolge moltissimi suoi aspetti, sarà cruciale portare la voce dei dipendenti in CdI in modo da rendere questo processo il più partecipato possibile. Oltre a questo, sono conscio delle problematiche presenti nell’istituto, che sono pronto ad esporre al nuovo Direttore assieme agli altri membri del consiglio.
Infine, ritengo che questa esperienza possa essere per me fortemente formativa per conoscere e comprendere meglio i meccanismi di funzionamento di un istituto articolato e complesso come lo IOM. Mi candido quindi con entusiasmo e curiosità, con l’intenzione, in caso di elezione, di dare un contributo fattivo al buon funzionamento dell’istituto.
Giovanni Maria Vinai
Cari colleghi,
per chi non mi conoscesse, sono Salvador Federico C.T.E.R. VI livello e sono dipendente di questo istituto dal 2000. Mi sono sempre occupato di progettazione e realizzazione di strumentazione meccanica lavorando prevalentemente al fianco dei colleghi della sede di Trieste, ma ho anche avuto qualche breve collaborazione con dei colleghi delle sedi di Perugia e di Grenoble. Essendo abituato ad operare ed interagire in un ambiente dove coesistono diverse realtà di ricerca, possiedo una buona visione di quali siano i problemi e le capacità dei tecnici e degli amministrativi. Credo perciò di poter dare un valido contributo al Consiglio di Istituto.
Federico Salvador
Sono Alessio Laloni, CTER VI, e lavoro presso la sede secondaria di Perugia dello IOM.
La mia attivita' e' iniziata nell'oramai lontano 2002 con l'INFM nella sede distaccata di Grenoble dove ho lavorato come collaboratore e responsabile della gestione tecnica sullo spettrometro per lo scattering anelastico di Neutroni a piccolo angolo BRISP dalla sua costruzione e per tutta la durata della mia permanenza a Grenoble. Saltuariamente e secondo necessità e/o richiesta, ho lavorato anche sulla linea di luce di sincrotrone LISA (ex GILDA).
Grazie all’esperienza maturata presso l’Insitut Laue Langevin e per sopraggiunte ragioni familiari, ho preso l’aspettativa dal CNR e mi sono trasferito a Lund (Svezia) dove sono stato assunto presso la nuova sorgente di neutroni a spallazione ESS prima a tempo determinato e poi a tempo indeterminato, con l’incarico di allestire un laboratorio meccanico per lo sviluppo di detector. Ho lavorato come responsabile del laboratorio e tecnico principale del Detector Group di ESS.
Dopo 5 anni, ho deciso di tornare in Italia e riprendere il mio lavoro allo IOM nella sede di Perugia.
Sebbene la mia attuale sede di lavoro non mi permetta la stessa quotidianita' e familiarità che ero solito avere con l’ambiente delle Grandi Infrastutture per la Ricerca, qui a Perugia ho avuto occasione di mettere a frutto la mia ormai pluridecennale esperienza nello sviluppo di spettrometri per lo studio della fisica della materia e continuo a lavorare in quell'ambito occupandomi dello sviluppo della componentistica per lo spettrometro T-REX che sarà finito di installare a ESS per la fine del 2027.
L’esperienza maturata presso l’Insitut Laue Langevin e ESS e gli incarichi ricoperti hanno richiesto un continuo impegno da parte mia per collaborare proficuamente con tecnici appartenenti a tanti e diversi servizi e la necessità di interagire costantemente con gli uffici amministrativi per adempiere ai compiti assegnatemi. Questa sinergia pressoché continua mi ha dato modo di capire le difficoltà, le peculiarità, le necessità e i tempi necessari per le diverse figure professionali per adempiere ai loro compiti che sono per la parte tecnica anche i miei. Credo che questa conoscenza, maturata e integrata nel tempo, possa aiutarmi a rappresentare in modo adeguato le istanze di due componenti essenziali per il buon funzionamento dell’Istituto
Alessio Laloni
Cari tutti,
dopo la mia esperienza nel Consiglio di Istituto (CdI) dal 24/03/2016 al 01/11/2020, mi ricandido una seconda (ultima) volta con due obbiettivi generali: il primo di natura istituzionale, il secondo conseguente alle discussioni con molti di voi.
Ritengo necessario rafforzare la missione primaria assegnata al CdI dal Regolamento del CNR, ovvero esprimere pareri e proposte su attività, ricerche, programmazione e sviluppo strumentazione, nonché il parere sulla relazione annuale dell'Istituto per il Dipartimento, il piano gestionale e le relazioni conclusive. Infatti, forse a seguito dell'emergenza COVID, mi sembra che si sia consolidata la prassi di utilizzare il CdI per l'affidamento di incarichi più o meno gravosi, o di responsabilità, e molti considerano i membri del CdI quali "volontari" designati a tali mansioni .... si fa, ma non è questa la missione indicata nel Regolamento. Più spesso, il CdI si limita alla sola trasmissione delle disposizioni di CdA/Dipartimento/Direttore. Secondo me, il CdI deve poter esercitare le proprie prerogative prima che le scelte vengano effettuate. A tal scopo, le riunioni del CdI devono andare oltre la cadenza mini ma semestrale imposta dal Regolamento, anche mediante autoconvocazione (servono tre membri del CdI).
Molti di noi vedono quale priorità dell'Istituto la soluzione di alcuni problemi di natura gestionale: da quello degli spazi uffici e laboratori (ancora sbilanciati nella distribuzione tra dipendenti e associati) a quello della congestione degli ordini (e della diversa velocità con cui vengono espletati), o la ripartizione del budget di Istituto tra le varie sedi. Ritengo che si tratti di problemi puntuali, risolvibili dalla direzione dell'Istituto se c'è la volontà, su cui il CdI può solo fare da tramite delle esigenze del personale al Direttore ed esprimere un parere sulle soluzioni adottate.
Più in generale, io ho percepito una frammentazione delle componenti dell'Istituto, che spesso si sono ripiegate su sé stesse (che si tratti di Sedi secondarie, gruppi di ricerca, o semplice occupazione di spazi presso una palazzina piuttosto che quella di fronte), a volte generando incomprensioni e malintesi. Alla base ritengo ci sia una carenza di trasversalità della comunicazione e di partecipazione del personale alla vita dell'Istituto. Molte informazioni (pubbliche) spesso restano confinate al gruppo/responsabile coinvolto (e.g. il budget e sua distribuzione). Si tratta di informazioni che pure vengono esposte e discusse in CdI, ma che appaiono in mini ma parte nei Reports dei CdI (pubblicati in ritardo, e rinormalizzati prima dell'invio al Dipartimento). Maggiori dettagli vengono eventualmente forniti da ciascun membro del CdI (chi più, chi meno) alla propria cerchia di lavoro o sede, generando confusione e incomprensioni. Così il personale non può esercitare alcun controllo sull'operato del CdI. Penso che il futuro CdI debba puntare a una comunicazione più diretta al personale: un mezzo in tal senso può essere lo svolgimento di riunioni indette dal CdI con il personale (1-2 per anno), come da Regolamento (Art. 13.1.i).
Questi due obbiettivi puntano al rafforzamento del ruolo consultivo e di canale di comunicazione biunivoco tra il Direttore e i dipendenti, nonché di verifica di questi ultimi sull'operato del CdI e la conformità delle linee strategiche d'Istituto con le risorse umane, strumentali e relative competenze.
Trieste, 16 Ottobre 2024.
Luca Floreano
* ENGLISH VERSION BELOW *
In qualità di Ricercatore III livello presso l’Istituto Officina dei Materiali del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IOM), desidero esprimere il mio interesse e la mia motivazione a candidarmi come membro del Consiglio di Istituto.
Lavoro nel campo della ricerca scientifica da circa dieci anni, con dottorato di ricerca in Fisica conseguito presso l’Università degli Studi di Salerno ad Aprile 2016. Nel corso della mia formazione, ho avuto l’opportunità di interfacciarmi con realtà scientifiche operanti su territorio nazionale ed internazionale. Ho lavorato attivamente presso la Temple University di Philadelphia (USA) ed il Laboratoire de Physique des Solides di Orsay (Parigi, Fr), ed ho collaborato con gruppi di ricerca italiani operativi presso poli universitari, quali l’Università degli Studi di Salerno e l’ Università “Sapienza” di Roma, e CNR, quali SPIN-Salerno, IFN-Roma, ISM-Roma, ISMN-Bologna, INO-Pisa, contribuendo a progetti di rilievo nell’ambito della fisica della materia condensata. Ad oggi, sono membro stabile dello IOM di Trieste, presso cui ho preso servizio a Dicembre 2022 ed al quale vorrei contribure con partecipazione attiva.
Le mie esperienze passate mi hanno permesso di sviluppare attenzione verso le dinamiche della ricerca scientifica e verso le sfide che un istituto di ricerca deve affrontare per continuare a crescere e ad innovarsi.
La mia candidatura al Consiglio nasce, dunque, dalla volontà di mettere a disposizione le competenze acquisite durante il mio percorso professionale, svoltosi non solo presso enti dedicati esclusivamente alla ricerca scientifica ma anche presso poli universitari. In qualità di membro relativamente recente dello staff dello IOM, ritengo di poter contribuire alle dinamiche dell’istituto come componente dello stesso, con il valore aggiunto della recente esperienza acquisita presso altri enti.
Sono convinta che il Consiglio di Istituto possa svolgere un ruolo fondamentale nel definire le future strategie di sviluppo del nostro ente. Al fine di perseguire tali obiettivi in un ambiente di lavoro inclusivo e stimolante, ritengo che i membri del Consiglio debbano essere i portavoce delle esigenze e dei punti di vista di tutti gli altri ricercatori. In tal senso, l’attitudine alla collaborazione, la disponibilità all’ascolto delle opinioni altrui e l’apertura al confronto costruttivo costituiscono, per me, le fondamenta per affrontare con successo le sfide che il nostro istituto si trova a fronteggiare. Infine, sono certa che ricoprire tale ruolo, sostenendo confronti e dibattiti per trovare soluzioni condivise, sarebbe per me fonte e spunto di profondo arricchimento scientifico, professionale e personale.
As a Level III Researcher at the Istituto Officina dei Materiali of the National Research Council (CNR-IOM), I am writing to express my interest and motivation in applying for a position as a member of the Consiglio di Istituto.
I have been engaged in scientific research for nearly ten years and earned my Ph.D. in Physics from the University of Salerno in April 2016. Throughout my academic journey, I had the opportunity to collaborate with both national and international scientific institutions. I have worked at Temple University in Philadelphia (USA) and the Laboratoire de Physique des Solides in Orsay (Paris, France), and have partnered with several Italian research groups based in academies, such as University of Salerno and Sapienza University of Rome, and at CNR institutes, including SPIN-Salerno, IFN-Rome, ISM-Rome, ISMN-Bologna, and INO-Pisa. Within these collaborations, I contributed to significant research in the field of condensed matter physics. Since December 2022, I have been a permanent member of IOM in Trieste, and I wish now to take an active role in the institute's life and development.
My past experiences have given me an understanding of the dynamics of scientific research environments and the various challenges research institutions must overcome to continue growing and innovating.
I am applying for this position with the aim of making use of the expertise I have gathered up to now, by working both at research-focused institutions and universities. As a relatively new addition to the IOM staff, I believe that my recent experiences at other institutions offer fresh perspectives that could enrich the Consiglio.
I firmly believe that the Consiglio di Istituto plays a crucial role in shaping the future strategic direction of our institution. To foster a work environment that is both inclusive and stimulating, I feel that the members of Consiglio must advocate for the needs and viewpoints of all researchers. In this respect, a spirit of collaboration, openness to listening to diverse perspectives, and a willingness to engage in constructive dialogue are, in my opinion, essential to successfully addressing the challenges our institute faces. Lastly, I am confident that serving in this role, and engaging in thoughtful discussions to reach shared solutions, would additionally offer me a valuable opportunity for scientific, professional, and personal growth.
Cinzia Di Giorgio
